Cena del Povero 2026: un po’ di riso e un film per le missioni

Che cos’è la “Cena del Povero”? Il significato di un gesto antico
La Cena del Povero è un’iniziativa di sensibilizzazione che invita i partecipanti a vivere un momento di condivisione e sobrietà. Non si tratta di una cena conviviale tradizionale, ma di un atto simbolico che punta a scuotere la coscienza e ad avvicinare il nostro stile di vita a quello di chi soffre la fame o vive in condizioni di estrema indigenza.
1. Il valore del “Mettersi nei panni degli altri”
Il cuore dell’iniziativa è il pasto frugale: riso bianco, un pezzetto di formaggio e acqua. Questa scelta alimentare rappresenta la dieta quotidiana di milioni di persone nel mondo. Partecipare alla cena significa, per una sera, rinunciare all’abbondanza delle nostre tavole per sperimentare — seppur minimamente — la sensazione di un pasto essenziale. È un esercizio di empatia concreta.
2. Dalla rinuncia al dono: la raccolta fondi
La Cena del Povero non è un fine, ma un mezzo. Il risparmio ottenuto non consumando un pasto completo viene trasformato in offerta. Il ricavato delle iscrizioni e delle donazioni spontanee viene interamente devoluto a progetti missionari o a realtà caritative locali. In questo modo, la sobrietà di pochi si trasforma in una risorsa vitale per molti.
3. Un momento di educazione alla mondialità
Oltre al pasto, queste serate prevedono sempre un momento di formazione. Verrà proposta la visione di un documentario sulla missione bergamasca in Costa d’Avorio. È un modo per passare dall’emozione del momento a una consapevolezza più matura sui temi della giustizia sociale e della solidarietà internazionale.
4. La dimensione comunitaria
Infine, la Cena del Povero è un’esperienza di fraternità. Sedersi alla stessa tavola, mangiando lo stesso cibo povero, abbatte le barriere e ricorda che siamo tutti parte di un’unica famiglia umana. È un segno potente di una Chiesa che vuole essere, come dice spesso Papa Francesco, “una Chiesa povera per i poveri”.
Il programma della serata
- venerdì 27 marzo 2026
- in Oratorio
- ore 19.30 è servita la cena!
🎥 Il film Dangaman Gnamian
Alle ore 21.00, dopo la cena, verrà proiettato il documentario “Dangaman Gnamian” di Davide Cavalleri.
Il video racconta i 50 anni della missione bergamasca in Costa d’Avorio, offrendo uno spunto di riflessione sul legame tra Bergamo e l’Africa.
Dangaman Gnamian?
Il titolo, in lingua locale, esprime un concetto profondo legato alla gratitudine e al riconoscimento dell’opera di Dio attraverso l’incontro tra i popoli. Il film non è una semplice cronaca di eventi, ma un racconto corale che intreccia le voci dei missionari partiti da Bergamo con quelle delle comunità ivoriane che li hanno accolti.
I temi del documentario
- Cooperazione e Sviluppo: Il racconto di come la missione bergamasca abbia contribuito alla crescita sociale, educativa e spirituale nel territorio africano.
- Lo Scambio tra Chiese: Il passaggio da una visione di “aiuto” a una di “fraternità”, dove la Chiesa di Bergamo e quella della Costa d’Avorio camminano insieme, arricchendosi a vicenda.
- Testimonianze Dirette: Attraverso immagini d’archivio e interviste attuali, il regista Davide Cavalleri restituisce il volto umano di mezzo secolo di solidarietà.
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