Don Tino trasferito: il Consiglio Pastorale scrive al Vescovo

Stai per leggere la lettera che il Consiglio Pastorale Parrocchiale della parrocchia San Giuseppe ha indirizzato al Vescovo Francesco dopo aver appreso della decisione di trasferire don Tino Vavassori come Vicario Parrocchiale in altra sede dal prossimo autunno e di non destinare nessun altro prete in sostituzione. Questa lettera è solo l’inizio di un lavoro di riflessione e confronto sul modo di essere Chiesa su questo territorio che impegnerà la comunità nei prossimi mesi.
Riflessioni sul trasferimento del sacerdote coadiutore della Parrocchia San Giuseppe in Bergamo
Il Consiglio pastorale della Parrocchia San Giuseppe in Bergamo, riunito in data 29 giugno, con rispetto e spirito di comunione desidera esprimerle il profondo dispiacere che la nostra comunità ha provato nell’apprendere il trasferimento del sacerdote coadiutore, don Tino Vavassori, che affiancava il nostro parroco, don Matteo Cella, e che non verrà sostituito.
Sappiamo bene che le decisioni relative alla destinazione dei presbiteri sono affidate alla sua responsabilità pastorale e tengono conto della crisi vocazionale e delle esigenze dell’intera Diocesi. Proprio per questo abbiamo accolto tale scelta con rispetto. Tuttavia, non possiamo nascondere lo smarrimento e la preoccupazione che essa ha generato tra i fedeli, i volontari, le famiglie e tutti coloro che vivono quotidianamente la nostra parrocchia.
Negli anni la nostra comunità parrocchiale è cresciuta ed è maturata, anche grazie al lavoro e alla generosità dei suoi sacerdoti.
La parrocchia è inserita in un tessuto urbano vivo, con un oratorio frequentato da ragazzi, giovani e famiglie; i gruppi parrocchiali sono vivaci e le richieste di accompagnamento spirituale e umano sono sempre più frequenti. La presenza di due sacerdoti ha permesso finora di garantire continuità nell’ascolto, nelle celebrazioni, nella visita agli ammalati e nel coordinamento delle attività educative. La scelta di lasciare il nostro parroco da solo ci preoccupa profondamente: ridurre il servizio a un solo sacerdote rischia di indebolire questa rete, rendendo meno accessibile il volto prossimo della Chiesa nel quartiere. Inoltre, temiamo un suo eccessivo affaticamento e una progressiva riduzione delle occasioni di cura delle persone più fragili. Non vorremmo che, per mancanza di risorse, si fosse costretti a ridurre il numero delle celebrazioni eucaristiche, le attività pastorali e i percorsi che rappresentano un patrimonio prezioso per il cammino di fede di bambini, ragazzi, giovani, famiglie e anziani.
Per questo le chiediamo di voler riconsiderare la situazione e di valutare la possibilità di assegnare un altro sacerdote o di valutare una diversa gestione della presenza del clero sul territorio favorendo le collaborazioni tra parrocchie limitrofe.

Siamo consapevoli che molte altre parrocchie, anche vicine alla nostra, vivono le stesse difficoltà e condividiamo la preoccupazione per la diminuzione del numero dei presbiteri.
Pertanto, le proponiamo di individuare una soluzione che possa rappresentare un’opportunità per più comunità: un sacerdote che operi in collaborazione tra parrocchie, condividendo il proprio ministero e sostenendo le attività pastorali di un territorio più ampio. Sarebbe un segno concreto di comunione e corresponsabilità, capace di valorizzare le risorse disponibili senza dimenticare le esigenze delle comunità maggiormente impegnate sul fronte educativo e pastorale, nonché un esempio concreto di quella sinodalità alla quale tutta la Chiesa è oggi chiamata.
Questa lettera vuole essere l’espressione sincera dell’affetto che nutriamo per la nostra Chiesa e, allo stesso tempo, del rammarico di una comunità che si è sentita privata di una presenza preziosa, senza intravedere una prospettiva capace di rispondere alle necessità pastorali che quotidianamente siamo chiamati ad affrontare.
Questo cambiamento arriva immediatamente dopo la sua visita all’interno del Pellegrinaggio Pastorale:
a nostro avviso, quella sarebbe stata l’occasione propizia per condividere, in stile sinodale, una riflessione anche su queste decisioni ma lì il tema non è stato né affrontato, né nominato. Ora, con rispetto, le chiediamo di ascoltare la voce della nostra comunità e di considerare questa richiesta come l’espressione del desiderio di tanti fedeli di continuare a costruire una Chiesa viva, accogliente e vicina alle persone.
Assicuriamo la nostra piena disponibilità e rimaniamo a sua disposizione per un eventuale incontro, nel quale poter illustrare più nel dettaglio la situazione e ascoltare insieme le indicazioni per il cammino futuro. Restiamo fiduciosi nella sua sensibilità pastorale e le assicuriamo il nostro accompagnamento.
Bergamo, 07 luglio 2026.
E adesso? Cosa possiamo fare?
Dopo aver appreso la decisione del Vescovo di trasferire don Tino dal prossimo settembre, la nostra comunità ha avviato una riflessione su come riorganizzare la vita della parrocchia e sul modo di essere chiesa in questo tempo e sul nostro territorio.
Ecco uno strumento per la raccolta delle idee da parte di chi vuole offrire il proprio contributo rispondendo a queste domande. Se preferisci, puoi consegnare la tua riflessione anche in chiesa nell’apposito contenitore.
